Storia e Tradizioni

Tra gli obiettivi fondanti della nostra Pro loco, vi è quello di conservare, valorizzare, far conoscere il ricchissimo patrimonio di tradizioni, cultura, storia “minore” di cui il territorio rosignanese conserva molteplici e rilevantissime testimonianze.
Non si parte certamente da “zero” : dal 1979 in poi , dapprima per l’inestimabile contributo del compianto dr. Camillo Cappellaro, numerosissimi sono stati gli eventi proposti, le istituzioni, le associazioni e le persone che si sono impegnate e si impegnano tuttora per preservare al meglio questo lascito ereditato dalle passate generazioni.
Storia e cultura, tradizione e costume locali, si intrecciano in un “unicum” affascinante : anche la Pro Loco intende offrire il proprio contributo per preservare e rendere noto tutto ciò.

Abbiamo affidato a Maria Melotti, tra le persone che piu’ in questi anni si sono impegnate su questo versante, il compito di esplicitare questo nostro intento e darne concreta attuazione.

cappellaro

Per un recupero ottimale del nostro passato

Prof.ssa  Maria Melotti

Perchè, superata la boa del terzo millennio, sono sempre più numerose le persone che sentono la necessità di recuperare tradizione, usi e costumi che hanno caratterizzato la vita degli antenati?
Rispondere a questa domanda non e’ facile perché le motivazioni possono essere diverse: le incertezze del futuro che si scontrano con la radicata solidità del passato, la globalizzazione che produce spersonalizzazione e nel contempo si coniuga facilmente con la paura di perdere la propria identità, forse anche il timore in molti che ignorare le proprie radici possa significare non aver compreso a fondo il senso della vita.

Le moderne tecnologie in rapidissima evoluzione e l’estrema specializzazione del nostro tempo hanno fatto dimenticare che per migliaia di anni il mestiere dell’agricoltore, nato dalla necessità di garantire il raccolto e quindi la sopravvivenza, ha generato moltissimi altri mestieri : per trasformare il grano in pane, l’uva in vino, la lana in abiti, il latte in formaggio, il metallo ed il legno in attrezzi.
Sopperire a questa grave dimenticanza potrebbe permettere di acquisire una capacità diversa di comprendere meglio il passato nella sua realtà fatta di fatica, miseria ma pure di saggezza e sapienza.

anzianicamp

Oggi e’ altresì in atto un processo di recupero squisitamente culturale che si incentra sulla necessità di riproporre lo studio del dialetto, di quell’insuperabile bagaglio linguistico che una errata valutazione aveva accantonato considerandolo un modo di esprimersi non confacente con l’evoluzione dei tempi.

Essere sensibili a queste esigenze significa volersi riappropriare di un patrimonio storico – culturale di inestimabile valore, senza lasciarsi scoraggiare da chi non riesce a coglierne il sottile fascino e con la consapevolezza di poter disporre di molteplici mezzi, tradizionali e non, per poter raggiungere lo scopo.

Molti – ad esempio – ritengono che l’Archivio Storico sia un luogo freddo, austero, silenzioso, nel quale si conservano carteggi, documenti più o meno polverosi.
In realtà, come spesso avviene, per comprendere appieno il valore delle cose occorre andare al di là delle apparenze. Cercare tra le carte di un archivio, significa rivivere eventi che i libri di storia non trattano, ma che sono tuttavia importanti perché raccontano ciò che caratterizza la quotidianità do una comunità. Lo scorrere della quotidianità implica la necessità di rapportarsi con le esigenze più comuni, ma non per questo prive di sorprendenti curiosità: il fornaio malmenato dal nobile che vorrebbe ingiustamente prevaricarlo, gli uomini che praticavano la tessitura – un’arte che molti credono fosse di appannaggio delle donne, le pettinatrici da canapa, i conducenti (trasportatori) che tramandavano di padre in figlio l’attività, l’apprezzatissimo maniscalco-veterinario, il falegname che presentava le fatture alla “signora Comune”, il lattoniere che riparava “una carreta di tola”, ecc., ecc.

torchio

Se i carteggi di un archivio storico perfettamente riordinato come quello di Rosignano possono essere una fonte inesauribile di conoscenze, altrettanto significative potrebbero essere le testimonianze reperibili attraverso Internet, il più efficiente e rapido sistema telematico che consente di acquisire informazioni preziose.
La moderna tecnologia e la tradizione devono coesistere, integrarsi in uno scambio di elementi volti ad approfondire e perfezionare il nostro sapere.

La collaborazione potrebbe, ancora una volta, essere l’elemento fondamentale su cui contare per perseguire l’ambìto obiettivo di poter rivalorizzare tutto cio’ che concerne il passato della nostra comunità.

Cosa fare, concretamente, dunque?
Partiamo da una concreta richiesta di informazioni che la prof.ssa Maria Melotti  (incaricata da un noto giornale di redigere un testo sugli antichi mestieri) rivolge a tutti i Lettori :

Mi servirebbero informazioni dettagliate circa “al maruse’ “ (sensale di matrimoni), sul suo modo di operare, su cio’ che la tradizione dettava in merito.

Vorrei anche perfezionare le mie conoscenze circa le tessitrici di Rosignano.
Per ora conosco i nomi delle tessitrici operanti in paese tra il 1925 ed il 1932 : Luigina Cavalli che esercitava in via Luparia, Modesta Cane in via Trieste, Vincenzina Francia Pagliano in via Volpe.
Ce ne furono altre?

anzianised

Chi avesse informazioni  da fornire su questi due argomenti, puo’ inviarle alla prof.ssa Melotti anche tramite e mail al seguente indirizzo della Pro Loco: [email protected]

Tutte le notizie che perverranno verranno pubblicate in questa sezione del sito.

Utilizzando la stessa e mail, cari Lettori, potrete suggerirci altri temi che vorreste approfondire: costruiremo insieme una pagina ricca di notizie del passato di Rosignano, utili per il presente e magari anche per il nostro futuro!

(Le foto qui pubblicate fanno parte del “Deposito fotografico” presso l’Archivio Storico del Comune di Rosignano)